Cenni Storici

Le chiese dell' Unità Pastorale

L’Unità Pastorale Busto Garolfo e Olcella nasce il primo gennaio 2005 secondo le disposizioni diocesane, con l’intento di realizzare un’ esperienza di Comunione, Corresponsabilità e Missione.

Attualmente la nostra Unità si concretizza in questi momenti comuni:

  • Una programmazione pastorale fatta insieme, in obbedienza a quella diocesana.
  • Una pastorale giovanile unitaria, a livello di collaborazione tra gli oratori di Busto Garolfo, Olcella e Villa Cortese.
  • Una comune formazione tra gli operatori pastorali.
  • Una presentazione nel territorio come comunità ecclesiale soprattutto nelle questioni sociali e caritative.
  • Una esperienza fraterna d’equipe che condivide anche momenti di vita insieme e di preghiera.
  • Una partecipazione attiva e frequente dei Consigli Pastorali e dei Consigli degli Oratori.

È chiaro che i problemi non mancano, ma neppure le occasioni di trasformare le tradizioni di ciascuna parrocchia in incontri di evangelizzazione e di fraternità.

Tradizioni che le Parrocchie Santi Salvatore e Margherita in Busto Garolfo e Santa Geltrude in Olcella mantengono grazie alla cura e all' attenzione del parroco don Ambrogio e dei coadiutori don Sandro e don Davide.

Pubblichiamo brevi cenni storici di ciascuna chiesa, per non dimenticare le proprie origini, ma anche scoprire energie, forze e un grande slancio nella dimensione della comunione tra famiglie parrocchiali.

 

Chiesa Santi Salvatore e Margherita in Busto Garolfo

Si ha una prima testimonianza ufficiale dell’esistenza della Chiesa Santi Salvatore e Margherita nel XIII secolo: la Chiesa di San Salvatore “de loco Busti Carulfi” è elencata tra le dipendenze della pieve di Dairago, nel “Liber Notitiae Sanctorum Mediolani” di Goffredo da Bussero (1220 - 1289), preziosa fonte di informazioni toponomastiche. Con gli altari di San Bartolomeo, dei Santi Innocenti e di Santa Margherita, è una “ecclesia subiecta”, dipendente dalla chiesa di San Genesio in Dairago, che è “baptisimalis e caput decimationis”. Quella di Dairago è cioè la chiesa matrice della pieve che per molto tempo estende la propria giurisdizione su ben 17 paesi del circondario, fino a Castano e a Turbigo.

Nel 1416, Mons. Palestra in “Visite pastorali alle pievi milanesi” l’annovera come “Parrocchia di San Salvatore e Santa Margherita”, presupponendo l’esistenza di un centro religioso importante ed autonomo. Nel secolo XVI, a seguito di un consistente aumento della popolazione, la chiesa subisce lavori di ristrutturazione e di ampliamento, terminati nell’anno 1542, considerato “Data della Fondazione”. Il 15 Aprile 1570 San Carlo Borromeo, durante la visita pastorale, provvede alla solenne “Consacrazione della Chiesa dei Santi Salvatore e Margherita.”

Dopo la visita di San Carlo la parrocchia diviene un’istituzione religiosa-spirituale, centro della comunità, e l’edificio sacro è adeguato a questa sua primaria funzione, come attestano i documenti delle visite vicariali effettuate nel XVII secolo; la chiesa infatti è descritta minuziosamente e mostra fin da quell’epoca pregiati arredi sacri e ricche decorazioni di valenti artisti. I nomi di Giovanni Battista Crespi, detto il Cerano, dei fratelli Della Rovere, detti i Fiammenghini, di Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, compaiono nelle opere pittoriche. Carlo Garavaglia, uno dei maggiori intagliatori del Seicento lombardo, nel 1642 realizza il coro ligneo.

Altre migliorie si compiono nei successivi secoli e con Decreto 10 Febbraio 1887, la chiesa è elevata alla dignità di “Prepositura in loco”, dal Vescovo Luigi Nazari di Calabiana.

Nel 1925 diviene vicariato foraneo: si stacca da Dairago e le è attribuita la chiesa di Olcella.

Tra gli anni 1926 – 1938 l’edificio subisce un imponente restauro sino a raggiungere le dimensioni e l’aspetto odierni. I lavori proseguono negli anni 1957 – 1963 con una nuova pavimentazione, l’abbellimento della facciata con marmo e granito, la costruzione del salone San Carlo e la cripta.

Negli anni 2002 - 2004, la chiesa subisce interventi di natura strutturale e pittorico - decorativa, finalizzati a risanarne e consolidarne le parti deteriorate, ripristinare i dipinti e le decorazioni danneggiate e a adeguare l’impiantistica elettrica e sonora in base alle normative vigenti in tema di sicurezza.

Grazie a questi lavori di pulitura e di restauro e del nuovo, efficace impianto di illuminazione, la nostra chiesa ritrova la sua bellezza ed è finalmente dal degrado in cui la traccia del tempo la stava inesorabilmente confinando.

(Tratto da “Omaggio ai nostri Tesori” - Storia, Arte, Spiritualità - 2006 - T. Borsa e G. Colombo)

 

Olcella: la Chiesa di Santa Geltrude e l’Oratorio

La genesi di questa chiesa è tratta da uno scritto del Cardinale Ildefonso Schuster:

"In origine, si chiamava: La Ciella ossia un piccolo eremo dove abitava qualche claustrale che sorvegliava la terra ai servi. (n.d.r. Olcella si trova proprio nel punto di convergenza di tre comuni: Arconate, Busto Garolfo e Dairago, inoltre incrocia quella che un tempo veniva chiamata la “strada dei preti”)

Divenne poi una dipendenza monastica della vicina abbazia degli Umiliati, con una cappellina dedicata a Santa Geltrude, la grande veggente benedettina del secolo XIII (morta nel 1303). Gli Umiliati, come è noto, vivevano sotto la regola di S. Benedetto; e così si spiega la loro devozione a Santa Geltrude la grande. Negli atti di visita pastorale del principio del secolo XVIII, Olcella viene chiamata semplicemente: la Cella, e l’oratorio (chiesetta) appare dedicato alle Sante Vergini Geltrude e Rosalia.

Geltrude è l’apostola della devozione al Sacro Cuore di Gesù nel Medio Evo. Molte volte infatti, la Mistica Benedettina contemplò il Salvatore, che dal Cuore suo faceva discendere sul mondo fiamme d’amore e torrenti di acqua purificatrice. (…) L’altra titolare della cappella della “Cella” è Santa Rosalia (morta nel 1160). Questo fiore angelico del monte pellegrino sopra Palermo, trapiantato però nel giardino del paradiso a soli 30 anni, dopo una vita più angelica che umana, menata fra gli antri e le caverne, appartiene a quella schiera di recluse, che altra volta fiorirono all’ombra dei Monasteri Benedettini. Si spiega quindi come i Religiosi di “La Cella”, in mezzo alla profonda solitudine della campagna di allora, abbiano voluto dedicare il loro piccolo oratorio a due solitarie vergini, che ben rappresentano la scuola mistica Benedettina”.

La dedicazione della “Cella” a santa Geltrude e a santa Rosalia è ufficialmente estesa verso la fine del 1600; negli atti delle Visite Pastorali si leggono precise descrizioni: “Ha forma quadrata, soffitto a volta, col pavimento in laterizio. La sua lunghezza è di circa 16 cubiti (7 metri), la larghezza di 8 cubiti (3,50 metri). All’estremità della Chiesa si trova una Cappella chiusa con cancello di legno, costruita a volta. L’altare è ornato dell’immagine di Cristo Signore Crocifisso con ai fianchi le immagini di Santa Geltrude e Santa Rosalia.”

L’attuale  Chiesa, costruita nel 1928 e dedicata a Santa Geltrude, viene consacrata il 27 Maggio 1933 dal Cardinale Schuster.  Primo Parroco di Olcella a tutti gli effetti è Don Grazioso Mariani, che vi rimane fino alla morte, il 18 Maggio 1962.

Suo successore è Don Giuseppe Moretti, parroco dal 1962 al 1986. In questi anni la popolazione di Olcella, animata dal suo pastore, costruisce il nuovo Oratorio, dedicandolo a Papa Giovanni XXIII. Contemporaneamente viene ampliata la chiesa con la costruzione dei due transetti laterali, l’abbassamento del soffitto, il porticato esterno, la nuova zona del presbiterio con l’altare consacrato dal Cardinale Arcivescovo di Milano Giovanni Colombo nel 1978.

All'inizio degli anni ottanta, vengono gettate le fondamenta per la costruzione del nuovo campanile e con la “festa di Olcella”, sagra di dieci giorni,  si provvede alla ingente spesa.

Nel 1987 fa il suo ingresso come Parroco Don Vincenzo Moroni e sii rimette mano alla chiesa: viene rifatto l’altare maggiore, gli altari della Madonna e di San Giuseppe, la cappella della Madonna Addolorata, costruita la nuova sacrestia, sostituito e potenziato il concerto delle otto campane…

Alla sollecitudine di Don Giampiero Crippa si deve, invece, la ristrutturazione dell’oratorio che, dopo 40 anni, necessitava di un adeguamento radicale.

Nell’ ottobre del 2004, il Vescovo Francesco Coccopalmerio, delegato del Cardinale, dopo la Santa Messa Solenne al Campo che vede una straordinaria partecipazione di fedeli, benedice i nuovi ambienti oratoriani.

Il  primo gennaio 2005 la Parrocchia di Olcella entra a far parte dell’Unità Pastorale di Busto Garolfo.

(Tratto da “ La “Ciella” - 1983 - don Giuseppe Moretti - )

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